Il mio Abruzzo

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giovedì 11 marzo 2010

Prime valutazioni sull’impatto del sisma sull’economia turistica abruzzese

Articolo pubblicato su "Turistica" - trimestrale di Economia, management, matketing - n. 1-2 - a cura di Antonio Bini e Quirino Morelli.

Premessa

Il 6 Aprile 2009 alle ore 03:33 la zona de l'Aquila è stata colpita da un forte terremoto. La magnitudo della scossa principale è stata valutata sia come magnitudo Richter (Ml) 5.8 che come magnitudo momento (Mw) 6.3[1]. La sequenza sismica iniziata circa un mese prima continua la sua evoluzione, con moltissime repliche. Secondo l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, sono state oltre 20.000 le scosse rilevate, mentre tre sono stati gli eventi di magnitudo superiore a 5 gradi della scala Richter e sono avvenuti il 6 aprile (Ml=5.8), il 7 aprile (Ml=5.3) e il 9 aprile (Ml=5.1). I terremoti di Ml compresa tra M=3.5 e 5 sono stati in totale 31.
[1] Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia - La sequenza sismica de L'Aquilano - Aprile 2009 – ultimo aggiornamento 4 giugno 2009.
La tabella, che riporta la distribuzione delle repliche, evidenzia l'area direttamente interessata dalla sequenza sismica che non riguarda l’intero Abruzzo, ma si estende per un po’ più di 30 km in direzione NO-SE, parallelamente all'asse della catena appenninica.

Se la regione ha una superficie di 10.798 km², si comprende facilmente che il fenomeno è abbastanza circoscritto, ma gli effetti sul turismo si stanno ripercuotendo sull’intero territorio. Non solo per le strutture ricettive direttamente interessate, ma anche per quelle interne distanti centinaia di Km dal “cratere” e sulla costa dove sono ancora alloggiate migliaia di sfollati.

Un esempio è “il piccolo villaggio, gestito da Tommaso Mazza, dispone di 18 bungalow, attualmente tutti occupati dagli aquilani. La stagione sarebbe dovuta iniziare il primo giugno, ma ‘dal 6 aprile - spiega il titolare - mi sono messo a disposizione di chiunque volesse venire a stare qui. Le prime persone sono arrivate proprio la sera del 6, tre giorni dopo ero al completo[1]”.

“Non siamo più nei quindici giorni dell'emergenza. Dal terremoto del 6 aprile sono trascorsi circa due mesi ed è giusto che si torni al più presto alla normalità, salvaguardando non solo gli interessi degli sfollati, ma anche quelli degli operatori turistic[2]i” così si esprime Lorenzo Alessandrini, responsabile nazionale della Protezione Civile per gli alloggiamenti sulla costa in un incontro con i rappresentanti dei campeggiatori a Martinsicuro.

Intanto “la Regione Abruzzo ha deciso di ritoccare del 15% le tariffe convenzionate con gli albergatori che hanno offerto ospitalità alle vittime del sisma. L’assessore alla Protezione Civile: ‘Abbiamo risposto alle esigenze degli operatori turistici e adeguato le tariffe in considerazione dell’imminente stagione estiva[3]”

Resta il danno all’economia turistica che si cercherà di quantificare in una prima approssimazione considerando che la stima[4] del Governo per i danni strutturali ammonta a 10 miliardi di euro.
La costruzione dei dati

Nonostante l’importanza economica dell’industria dei viaggi e delle vacanze, numerose sono le difficoltà che impediscono di avere un quadro completo della sua incidenza economica. Probabilmente lo sviluppo del Conto satellite del turismo (CST) consentirà di misurare con maggiore precisione il fenomeno e di confrontarlo con gli altri settori economici, ma attualmente, dopo il processo di convergenza portato avanti dalla Commissione europea (Eurostat), dall’OCSE e dall’Organizzazione mondiale del turismo (OMT), al fine di fissare le linee concettuali comuni per la progettazione metodologica di un CST, si dispone solo di un quadro metodologico raccomandato da parte della Commissione statistica delle Nazioni Unite nella sua trentunesima sessione (marzo 2000).

La peculiarità del Conto satellite del turismo è quella di misurare completamente il fenomeno considerando l’apporto economico dei prodotti turistici caratteristici (beni e servizi che, nella maggior parte dei paesi, cesserebbero di esistere in quantità significativa o il cui livello di consumo sarebbe significativamente ridotto, in assenza di visitatori), ma anche di quelli connessi (beni e servizi consumati dai visitatori in volumi significativi per il visitatore e/o fruitore ma per i quali esiste comunque un mercato molto ampio).

Appena dopo sono stati effettuati alcuni tentativi di costruzione di un CST italiano da parte di alcuni Istituti di ricerca basandosi non sull’offerta per carenza di dati, ma sulla domanda turistica o meglio sulla spesa turistica; d’altra parte né l’ISTAT, né l’EUROSTAT si sono assunti la responsabilità di redigerne di ufficiali.
Di conseguenza, senza avere la presunzione di costruire un CST dell’Abruzzo, con i dati disponibili e sulla base dei tentativi pregressi, si cercherà di valutare l’impatto del turismo sull’economia abruzzese e quindi, la perdita provocata dal sisma.

Per iniziare la misurazione del peso economico del turismo occorre preliminarmente considerare i tre elementi che compongono il movimento turistico:
MOVIMENTO TURISTICO RILEVATO O UFFICIALE (arrivi e partenze dei clienti nelle strutture ricettive classificate);
MOVIMENTO TURISTICO NON RILEVATO O SOMMERSO (flusso turistico negli alloggi in affitto e in case di proprietà o di parenti/amici) senza dimenticare, per questi ultimi, la situazione generata dal reale estate;
MOVIMENTO ESCURSIONISTICO (flusso giornaliero senza alcun pernottamento).

Le informazioni circa la prima componente sono rilevate mediante il censimento del SISTAN[5] che fornisce gli arrivi e le presenze nelle strutture ricettive, ma non il fatturato.
Le altre due componenti vengono stimate con indagini campionarie organizzate con criteri diversi dall’ISTAT, dall’UIC – Banca d’Italia, dall’ONT – Isnart e da altri Istituti di ricerca.

Per una corretta valutazione diventa determinate stabilire la composizione percentuale dei tre fattori partendo dal dato che viene rilevato mensilmente dai 26 centri di raccolta regionali (Uffici IAT e Presidi), controllato e convalidato dalla Regione Abruzzo per essere trasmesso all’ISTAT.

1. Il fatturato

Il censimento nazionale osserva che, per l’Italia, il movimento turistico rilevato è “solo una parte del fenomeno turistico corrispondente a circa 1/3 della dimensione reale del fenomeno[6]”. La stima Mercury-Rescasa relativa al 2003 evidenziava che il moltiplicatore per passare dalle presenze “ufficiali” ISTAT alle presenze effettive sul mercato era di 3,1 per l’intero Paese, di 4,0 per il Nord Ovest, di 1,8 per il Nord Est, di 2,7 per il Centro e di 5,5 per il Mezzogiorno”[7].

La regione Abruzzo, che rientra nella ripartizione Mezzogiorno, viene considerata con un “eccessivo peso delle abitazioni per vacanza sul totale dell’offerta disponibile” il Censimento nazionale delle abitazioni – anno 2001, ne rilevava n. 190.554.
Il XIV Rapporto sul turismo italiano – 2005/2006[8] la colloca nel gruppo n. 4 – turismo nascosto, segnalando la forte prevalenza dell’offerta sommersa. Nel totale “l’apporto della domanda di abitazioni costituisce oltre l’85% dei turisti che pernottano nelle località”.

Altre indagini osservavano:


















Considerando che l’unico dato disponibile per valutare l’escursionismo è quello del 2001, proviamo a proporre una sorta di media tra l’indagine locale (55%) e quella nazionale (85%) effettuate entrambe nel 2003 con il seguente risultato:

15% - MOVIMENTO TURISTICO RILEVATO O UFFICIALE;
40% - MOVIMENTO TURISTICO NON RILEVATO O SOMMERSO;
45% - MOVIMENTO ESCURSIONISTICO.

Il flusso turistico abruzzese nel 2008 dovrebbe così ripartirsi:


Incrociando i dati ottenuti con quelli rilevati alle frontiere dall’UIC – Banca d’Italia per i pernottamenti in Abruzzo, si ottiene:


Se esistono difficoltà a rilevare il reale flusso turistico su una destinazione, ulteriori difficoltà si incontrano nel tradurre il movimento complessivo in corrispondenti movimenti finanziari, poiché ad esempio, nei periodi di crisi, come quello che è iniziato nell’ultimo trimestre 2008, il turista sceglie una permanenza minore, destinazioni meno care, con modalità di viaggio e sistemazione di livello inferiore.

I dati più recenti sull’incidenza e ripartizione della spesa nei tre fattori fin qui considerati risalgono al 2001 ed evidenziano una spesa giornaliera differente (€ 75,00 nelle strutture ricettive ufficiali, € 59,00 nel sommerso e € 26,00 per gli escursionisti).


Altri dati di cui si dispone derivano:
- dall’indagine locale effettuata nel 2003, che analizzava solo le prime due componenti, e indicava in € 55,00 la spesa media procapite degli italiani per entrambi;
- e, per la spesa degli stranieri, dall’indagine alle frontiere dall’UIC – Banca d’Italia nel 2008 che riporta € 62,43 sempre per le prime due componenti (spesa delle persone alloggiate nelle strutture ricettive e nelle case per vacanza).

Attualizzando il dato del 2001 mediante l’indice di inflazione IPCA[9] per la categoria “alberghi, ristoranti e pubblici esercizi” si ottiene una spesa media procapite giornaliera di € 93,00 nelle strutture ricettive ufficiali, € 73,00 nel sommerso e € 32,00 per gli escursionisti).


Prendendo l’unico dato recente per gli stranieri (€ 62,43 - UIC 2008) e moltiplicando la spesa media degli italiani, come sopra ottenuta, per i giorni e per il numero delle escursioni conseguiamo il fatturato turistico abruzzese che ammonterebbe a 2.834 milioni di euro.


Questo metodo presumibilmente sottostima il fenomeno tanto è vero che, secondo le rilevazioni dell’Osservatorio Nazionale sul Turismo – ISNART, la spesa dei turisti italiani nelle strutture ricettive abruzzesi è stata di € 823.360.831 nel 2008 con uno share del 3,4% sul totale Italia.

Sostituendo il dato più aggiornato ed ottenuto con una indagine campionaria, si perviene ad un fatturato turistico del 2008 di € 3.048 milioni.


Il dato così ottenuto è stato poi riscontrato empiricamente con le esperienze e le conclusioni dei rappresentanti di categoria degli operatori turistici abruzzesi (Assoturismo, FAITA, Federalberghi, Federturismo e FIAVET).
2. Il PIL

Finora si è cercato di stimare la spesa per i consumi privati, ma al fine di valutare il PIL generato dell’industria dei viaggi e del turismo occorrerebbe ancora determinare l’incidenza della spesa pubblica e quelle delle aziende per i beni di consumo e di investimento nel settore.

In entrambi i precedenti tentativi effettuati dal Touring Club Italiano TCI (anno 2002) e dalla Mercury Srl (anno 2003) per quantificare il CST del turismo italiano è stato considerato un valore aggiunto di 822 su 1.000 e sono stati assunti gli stessi indici:
- solo il 56% del PIL è formato dalla spesa dei turisti (fatturato),
- mentre la spesa delle aziende ammonterebbe al 34,8%,
- e quella pubblica al 9,2%.















Non disponendo parametri locali di riferimento (anno 2008), non ci si avventurerà nel calcolo puntuale del CST del turismo abruzzese, ma occorre tener ben presente che al fatturato turistico del 2008 di € 3.048 milioni bisogna aggiungere la spesa pubblica e quella delle aziende private che prudentemente potrebbe assumersi con una componente del 30/40%. Di conseguenza, la partecipazione dell’industria dei viaggi e del turismo al PIL abruzzese potrebbe attestarsi intorno ad una percentuale del 15/16%.

Si comprende così l’importanza dell’industria dei viaggi e del turismo per l’economia abruzzese che risulta superiore alla media nazionale ed a quella europea se la si confronta con il contributo del turismo italiano al PIL nazionale che viene stimato, per il 2008, al 9,7% (pari a un valore di 155,5 miliardi di euro) dal Rapporto 2008 del World Tourism Travel Council (Wttc) e l’apporto del turismo a livello europeo che nel suo complesso (compreso l'indotto) rappresenta il 10,2% del PIL europeo.

3. Danni materiali alle strutture turistiche

Circa le strutture ricettive, si registrano rilevanti danni a partire dal crollo dell’hotel Duca degli Abruzzi de L’Aquila, ma per la quantificazione complessiva non può che rinviarsi agli accertamenti eseguiti dalla Protezione Civile.

Per quanto riguarda gli immobili adibiti all’accoglienza e informazione turistica di proprietà dell’APTR, Ente strumentale della Regione Abruzzo, il danno fisico subito dagli edifici ubicati a L’Aquila ammonta a complessive a € 1.114.829,00.

Esiste però un danno riflesso sostenuto dalla Regione Abruzzo per gli investimenti effettuati nel tempo per elevare il livello di turisticità delle aree interne mediante incentivi erogati per la nuova realizzazione o per la riqualificazione delle strutture ricettive e dei servizi turistici. Un finanziamento pubblico andato perso per il venir meno dell’agibilità delle strutture.

Anche in questo caso, allo stato attuale, i dati disponibili non consentono di valutare la quota di finanziamento assegnata agli interventi localizzati nei territori dei Comuni colpiti dal sisma e quindi, di quantificare esattamente il danno pubblico in termini di finanziamenti erogati, ma per dare una idea delle grandezze economiche si riporta la seguente tabella:


4. L’occupazione

Gli addetti del settore in Italia, compresi quelli dell'indotto, nel 2008 sono stati 2.491.000, pari al 10,8% del totale degli occupati (Rapporto 2008 del World Tourism Travel Council) e le previsioni contenute del Rapporto Unioncamere 2009 segnalano una situazione difficile per il 2009 con una diminuzione di 17.300 lavoratori nel settore “Alberghi, ristoranti e servizi turistici”.

Gli ultimi dati di dettaglio per l’Abruzzo sono quelli relativi all’anno 2007 che registrano per il solo il comparto alberghiero 3.769 dipendenti (Fonte: INPS) con una crescita di 96 unità rispetto allo scorso anno.
I dipendenti nelle Agenzie di viaggio e immobiliari nel 2007 erano n. 1.634 su n. 648 aziende, nei Bar, ristoranti e pizzerie ammontavano a 10.554 su 2.973 aziende, nelle Mense e nei servizi ricreativi erano 1.230 su 117 aziende e quelli occupati nelle Discoteche e locali notturni erano 624 su 62 aziende.

Nella sola provincia dell’Aquila, quella più colpita dal sisma, erano:


Categorie

Numero aziende
% sul totale provinciale

Numero dipendenti
% sul totale provinciale
Esercizi alberghieri
187
2,6
1.727
4,3
Agenzie di viaggio e immobiliari
91
1,3
253
0,6
Bar, ristoranti e pizzerie
739
10,4
2.610
6,6
Mense e servizi ricreativi
32
0,4
365
0,9
Discoteche e locali notturni
8
0,1
113
0,3
Totale 2007
1.057
14,8
5.068
12,7
5. L’area inagibile senza flusso turistico

In questa prima fase la Protezione Civile ha redatto un primo elenco di 49 Comuni direttamente interessati dal sisma (decreto di zonizzazione):
- nella provincia de L'Aquila, i paesi di Acciano, Barete, Barisciano, Castel del Monte, Campotosto, Capestrano, Caporciano, Carapelle Calvisio, Castel di Ieri, Castelvecchio Calvisio, Castelvecchio Subequo, Cocullo, Collarmele, Fagnano Alto, Fossa, Gagliano Aterno, Goriano Sicoli, il capoluogo L'Aquila, Lucoli, Navelli, Ocre, Ofena, Ovindoli, Pizzoli, Poggio Picenze, Prata d'Ansidonia, Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo, San Demetrio ne' Vestini, San Pio delle Camere, Sant'Eusanio Forconese, Santo Stefano di Sessanio, Scoppito, Tione degli Abruzzi, Tornimparte, Villa Sant'Angelo e Villa Santa Lucia degli Abruzzi;
- nella provincia di Teramo troviamo i comuni di Arsita, Castelli, Montorio al Vomano, Pietracamela e Tossicia;
- tra i Comuni pescaresi, infine, nella lista compaiono quelli di Brittoli, Bussi sul Tirino, Civitella Casanova, Cugnoli, Montebello di Bertona, Popoli e Torre de' Passeri.

Purtroppo l’elenco è destinato ad aumentare, ma viene comunque preso a base per una valutazione di massima degli effetti diretti del terremoto sulle strutture ricettive riservandosi di quantificarli compiutamente conclusa la fase di ricognizione della Protezione Civile, poiché la situazione è molto diversificata. Alcune strutture, a dire il vero poche, ubicate nell’area sono agibili fisicamente, ma il contesto non è agibile, mentre altre strutture ubicate al di fuori dell’area cosiddetta del “cratere” sono inagibili. Comunque, considerando le “fabbriche” del turismo, danneggiate o chiuse, quelle ubicate nei citati Comuni esse risultano:
- n. 81 strutture alberghiere (il 9,8% della regione) per un totale di n. 4.392 posti letto(8,7%),
- e n. 160 strutture complementari (13,2%) per 1.818 posti letto (3,3%).
Nel 2008 avevano registrato n. 164.184 arrivi per n. 496.825 pernottamenti pari, rispettivamente al 10,1% degli arrivi e al 6,6% delle presenze regionali.


Per valutare l’incidenza del movimento sommerso ci si riferisce alle valutazioni effettate dal CRESA[10] che determina un totale di n. 29.576 seconde case (su 179.912, il 16,4% del totale) ubicate nei 49 Comuni che hanno generato nel 2001 n. 6.206.822 pernottamenti pari al 13,5% del totale regionale.
Per effettuare un calcolo approssimativo dei dipendenti che hanno momentaneamente perso il posto di lavoro a causa del sisma, si prendono gli occupati nel 2007[11] nella categoria che comprende le attività legate al turismo e cioè quella del “commercio e terziario” nei 49 Comuni considerati.

Il dato è stato ri-parametrato alla percentuale provinciale degli occupati negli Esercizi alberghieri, nelle Agenzie di viaggio e immobiliari, nei Bar, ristoranti e pizzerie, nelle Mense e nei servizi ricreativi e nelle Discoteche e locali notturni.

I professionisti del turismo residenti nell’area individuata risultano:
- n. 67 guide turistiche iscritte all’Albo regionale su un totale di n. 387[12];
- n. 24 accompagnatori turistici iscritti all’Albo regionale su un totale di n. 196.

Riepilogando, solo la prima circoscritta area, individuata dalla Protezione Civile, incide sul turismo abruzzese per:
- il 9,8% degli alberghi;
- il 13,2% delle strutture ricettive complementari;
- il 6,8% delle Agenzie di viaggio;
- il 16,4% delle seconde case;
- determinando oltre 2.100 disoccupati;
- oltre al 17,3% di guide turistiche e al 12,2% di accompagnatori turistici che hanno perso l’attività.

Il business dell’industria dei viaggi e turismo è condizionato rispetto allo scorso anno e solo per l’inagibilità dei 49 Comuni considerati del:
- 6,6% di presenze nelle strutture classificate (movimento rilevato);
- 13,5% di presenze negli appartamenti locati e nelle seconde case (movimento non rilevato).

Il danno per l’escursionismo è di più difficile quantificazione, ma le lamentele delle Associazioni delle guide turistiche e degli Enti gestori dei Parchi nazionali e regionali, fanno presumere che sia molto più consistenze.
Ad esempio, il vicepresidente del CTS denuncia “risultati deludenti” per il week end pasquale con “circa 200 gite scolastiche di primavera annullate solo nell’aerea Parco Nazionale d’Abruzzo”[13].

Complessivamente il PIL turistico della regione, fino a quando l’area non tornerà ad essere fruibile dai turisti, dovrebbe diminuire dal 15% al 20% pari a circa 800 milioni di euro l’anno.


6. Il danno per l’intermediazione

Per quanto riguarda l’intermediazione le Agenzie di viaggio ricadenti nei 49 Comuni sono n. 18 di cui un T.O (n. 14 a L’Aquila, una a Pizzoli, a San Demetrio ne' Vestini, a Montorio al Vomano e a Popoli) che naturalmente ad oggi non possono esercitare l’attività.

I danni indiretti subiti dalla categoria degli Agenti di Viaggi e Tour Operato della Regione Abruzzo “riferiti ai soli investimenti già effettuati per la stagione in corso dai T.O.” ammontano ad un milione di euro. Ci si riferisce alle attività tradizionali di “tour operator incoming”: “progettazione e stampa e spedizione cataloghi – partecipazione a fiere – pubblicità giornali – contratti con strutture alberghiere – contratti con compagnie aeree – compartecipazione in attività promozionali all’estero con partner corrispondenti ecc.”.

“Alla succitata cifra deve essere aggiunta la parte relativa ai mancati ricavi stimati in oltre 10.000.000,00 di euro”[14] per un totale complessivo di 11 milioni di euro.


7. Le risorse turistiche non fruibili

Per l’industria dei viaggi e del turismo, il danno provocato ai beni culturali, la “materia prima”, è molto più penalizzante rispetto a quello arrecato alle strutture ricettive e alle infrastrutture, poiché il prodotto turistico è costituito da un insieme di attrattive e di servizi (non basta disporre solo di servizi, così come non è sufficiente avere solo attrattive).‏
Esso è composto da una serie di elementi materiali ed immateriali la cui interazione consente di offrire un insieme di benefici in grado di soddisfare i bisogni di esperienza del turista. Ed è soprattutto sulla base dei fattori ambientali (naturali, culturali, storici, umani, ecc.), oltre che per l’esistenza di determinate infrastrutture, che il turista sceglie la località di vacanza.
L’intangibilità complessiva del prodotto si traduce, per il turista – consumatore, in una rappresentazione mentale della destinazione che diventa poi la sua immagine.

Il ruolo primario, che è riservato alla percezione della destinazione, diventa un fattore anti-turistico quando le caratteristiche ambientali sono degradate e il volume di informazioni sull’evento catastrofico si ampliano a dismisura come è avvenuto per lo sciame sismico che ancora si registra e che ha avuto come apice la scossa del 6 aprile.

Il prodotto turistico o la destinazione perdono completamente di valore: diventano “invendibili” e tutti gli investimenti effettuati sul prodotto, sul prezzo, sui canali distributivi, sulla pubblicità e sul personal selling si azzerano.‏

L’aspetto ambientale completamente degradato è ben evidenziato dalla seguente mappa della sequenza sismica al 1° maggio che riporta anche le aree montane limitrofe, non fruibili per l’escursionismo a causa degli smottamenti e il pericolo di frane.


Se il turismo montano risulta completamente improponibile, quello legato al circuito delle città d’arte lo è ancora di più.

L’Abruzzo, sesta regione italiana per presenza di beni culturali[15], ha visto oltre il 50% delle sue opere d’arte danneggiate dal terremoto. Ben sintetizza la situazione Michael Kimmelmann con un articolo pubblicato sul New York Times del 11.04.09 che titola “Where Culture Is Another Casuality” (quando la cultura è un’altra vittima).

Un esempio è la prima lista dei monumenti ritenuti più importanti redatta dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e che dovrebbero essere adottati da Paesi stranieri che vorranno ristrutturarli.
L’elenco è formato dalle seguenti risorse:
Cattedrale e Palazzo Arcivescovile (piazza Duomo);
Complesso Monumentale e Basilica di Santa Maria di Collemaggio;
Complesso Monumentale e Chiesa di Santa Giusta (piazza s. Giusta, L'Aquila);
Complesso Monumentale e Chiesa di San Pietro a Coppito (piazza s. Pietro, L'Aquila);
Complesso Monumentale e Chiesa di Santa Maria Paganica (L'Aquila);
Complesso monumentale e Chiesa di San Marciano (piazza s. Marciano, L'Aquila);
Complesso Monumentale e Chiesa di Santa Maria del Suffragio detta delle Anime Sante;
Complesso Monumentale e Chiesa di San Biagio d'Amiternum (via Sassa, L'Aquila);
Complesso Monumentale e Chiesa di San Marco (piazza della Prefettura, L'Aquila);
Complesso Monumentale e Monastero della Beata Antonia;
Complesso Monumentale e Chiesa di San Silvestro (piazza s. Silvestro, L'Aquila);
Complesso Monumentale e Chiesa di San Domenico (piazza San Domenico, L'Aquila);
Complesso Monumentale e Chiesa di Sant'Agostino;
Fortezza Spagnola;
Complesso monumentale e Chiesa di San Bernardino;
Convento agostiniano o Palazzo della Prefettura;
Palazzo Ardinghelli;
Palazzo Branconi;
Palazzo e Torre di Madama Margherita (sede municipale);
Palazzo della Biblioteca (quattro cantoni);
Palazzetto dei Nobili;
Teatro Comunale;
Palazzo Carli (Rettorato Universita' dell'Aquila);
Museo di Santa Maria dei Raccomandati;
Palazzo Persichetti;
Oratorio di Sant'Antonio da Padova;
Chiesa di Santa Maria del Soccorso;
Chiesa di Santa Maria di Roio;
Palazzo Quinzi;
Area archeologica di Amiternum;
Chiesa e Catacombe di San Michele a San Vittorino;
Chiesa di Santa Maria della Misericordia;
Palazzo Alfieri (via forte braccio);
Chiesa e Oratorio di San Filippo;
Complesso Monumentale e Chiesa di San Gregorio Magno;
Chiesa della Concezione a Paganica;
Chiesa di San Giusta (Bazzano);
Complesso Monumentale e chiesa di Santa Maria della Croce (Santuario di Roio);
Chiesa di Santa Maria ad Cryptas (Fossa);
Abbazia di Santa Lucia (Rocca di Cambio);
Torre Civica di Santo Stefano (Santo Stefano di Sessanio);
Complesso Monumentale e chiesa di San Clemente a Casauria (Castiglione a Casauria);
Badia Morronese (Sulmona);
Chiesa di S. Esaunio (S. Eusanio Forconese).

L’Avvenire del 16 aprile titolava “Chiese, castelli e palazzi: oltre 800 sono rovinati” e il censimento effettuato dalla Protezione Civile, aggiornato al 23 aprile, riportava un totale di 368 beni culturali danneggiati.
























Il comunicato stampa del 4 giugno aggiornava i dati e informava che erano stati effettuati n. 1.163 sopralluoghi su beni culturali e “di queste verifiche, 721 hanno riguardato chiese di cui 220 sono risultate agibili, 382 inagibili e 119 parzialmente agibili. Per quanto riguarda i palazzi sono 397 le verifiche effettuate fino ad oggi, con questi esiti: 332 inagibili, 28 parzialmente agibili e 37 agibili. Per le altre tipologie di monumenti (torri, fontane, porte etc.) sono 45 le verifiche effettuate con 22 strutture agibili, 16 inagibili e 7 parzialmente agibili”.


I maggiori itinerari culturali della regione sono improponibili come confermato dall’Associazione NaTourArte [16] che ha già effettuato una ricognizione dei siti agibili e ristrutturato completamente gli itinerari delle escursioni.


8. L’inagibilità percepita

“Agli occhi del mondo il terremoto è avvenuto in Abruzzo, una sensazione mediatica che ha purtroppo compreso l’intera regione nell’immagine negativa legata al disastro: per l’opinione pubblica internazionale in tutta la regione le case, le strutture pubbliche e gli alberghi sono di cartapesta, la mafia vuole approfittare della tragedia per ricostruire tutto secondo film già visti … Sicuramente non è un bel biglietto da visita per sostenere la competitività del ‘sistema’ Abruzzo, il turismo in Abruzzo, l’attrazione di investimenti nella regione, la credibilità e l’affidabilità per il mercato e per le istituzioni nazionali e comunitarie”[17].
Non minore effetto hanno provocato le notizie relative alla sospensione di eventi e manifestazioni tradizionali (es. i riti della settimana santa) - colte dalla stampa internazionale – come circostanze emblematiche di una totale paralisi delle attività.
Una delle più importanti agenzie stampa del mondo – la REUTERS – in un comunicato del 24 aprile 2009 “Quake nixes historic Italian snake festival” – rende noto che il terremoto ha fermato anche la secolare processione dei serpari di Cocullo.
Si può ipotizzare che il terremoto in Abruzzo faccia registrare un riflesso addirittura più ampio – a livello nazionale - seppure più attenuato rispetto all’area regionale direttamente interessata. In tal senso si segnala l’articolo dal titolo “Kann ich meinen Italien-urlaub jetzt stornieren?” (“Posso disdire la mia vacanza in Italia ?”) – apparso sul popolare quotidiano tedesco BILD (tiratura cinque milioni di copie ca) del 7 aprile 2009, a completamento di altri articoli di cronaca sul terremoto aquilano.
Proprio il crescente ruolo della comunicazione dovrebbe far riflettere sulla opportunità di affrontare immediate strategie di contrasto - anche in ambito nazionale – in una prospettiva di crisis management per favorire una più corretta gestione dell’informazione sugli eventi, evitando che assumano proporzioni improprie o che si diffondano allarmismi non legati a situazioni reali[18].

Anche in questa circostanza negativa l’immagine della regione resta unitaria, perché l’Abruzzo è una delle poche regioni (insieme alla Sardegna, Sicilia, Toscana, ecc). che ai suoi confini territoriali associa l’immagine turistica[19]. Diverse indagini hanno evidenziato che lo stereotipo era il Parco Nazionale, l’ambiente naturale, il verde, nel quale la tradizione del passato si mantiene inalterata.

L’immagine ha un ruolo fondamentale nella percezione delle caratteristiche di una destinazione o di un sistema turistico, poiché essa influisce sulla percezione della qualità (per gli ospiti, ma anche per gli attori interni) ed è allo stesso tempo uno strumento di gestione del posizionamento del prodotto sul mercato.
8.1. L’icona dell’Abruzzo turistico oggi è la “tristezza”!

“L’umanità non è fatta per abitare fra le macerie[20]”, figuriamoci il mondo delle vacanze, che si alimenta di sogni ed evasione.

Il terremoto è stato lungamente seguito dai media di tutto il mondo, con articoli e servizi, dirette televisive, reportage fotografici, filmati on-line su You Tube, in cui si è spesso parlato – in prima pagina – sin dal 7 aprile 2009 - di “fine del mondo” (Daily Telegraph), “apocalisse” (BILD), di “Abruzzo in ginocchio” (La Repubblica), ecc. esaltando in termini ancora più drammatici il concetto stesso di “disaster” – purtroppo esteso all’intera regione e quindi anche a buona parte dell’Abruzzo - che è invece rimasto fuori dai riflessi diretti del sisma. Il sisma è intervenuto all’inizio della settimana santa, circostanza colta da diversi media. Per tutti si richiama la copertina di Famiglia Cristiana titolata “Passione Abruzzo” – che associa il dramma della popolazione aquilana con la passione di Cristo. Sullo stesso tema, il Sole 24 Ore del 12 aprile 2009 titola un ampio articolo sulla drammatica pasqua abruzzese: “Resurrezione senza chiese”, ampliando il tema alla distruzione del patrimonio artistico-religioso.
E’ significativo un articolo apparso su “il corriere della sera.it” che evidenzia due motivazioni alla base delle disdette di vacanze: “la prima, più o meno razionale, ma quantomeno in parte comprensibile: la paura ("se uno il coraggio non ce l'ha, non se lo può dare"); la seconda da rabbrividire e riassumibile in questo: "non ho voglia di incrociare i terremotati che ospitate, sarei a disagio, senza contare che io vado al mare per divertirmi, vedere tutti quei visi tristi rischierebbe di rovinarmi la vacanza..." (http://www.corriere.it/solferino/severgnini/09-05-10/07.spm).
Secondo il regista Riccardo Milani, legato sin dalla prima infanzia a Pescasseroli, sussiste il pericolo che l’Abruzzo interno “rischia di diventare una regione deserto” (NOTA – cfr. Intervista pubblicata su Il Centro, 7 giugno 2009), prospettiva allarmante che va anche oltre gli stessi interessi dell’economia turistica, riguardando l’accentuarsi della forbice demografica tra interno e costa, con implicazioni davvero rilevanti sul piano sociale e territoriale.
A distanza di oltre due mesi dall’evento – non si placa lo sciame sismico e cresce la comunicazione delle iniziative di beneficienza che richiamano sistematicamente - sulle reti televisive e i giornali – raccolte di fondi per “il terremoto in Abruzzo”. Si tratta, beninteso, di lodevolissime iniziative di solidarietà che provengono dai più disparati contesti – che comunque allontanano implicitamente qualsiasi prospettiva di ripresa – sia pure parziale – del turismo[21].
E’ prevedibile che l’effetto comunicazione legato alla solidarietà raggiungerà il suo apice in occasione del G8, che si terrà a L’Aquila nei giorni 8/10 luglio 2009. L’evento, previsto inizialmente a La Maddalena, è stato spostato a L’Aquila per favorire il sostegno dei paesi stranieri nell’opera di ricostruzione e restauro del patrimonio culturale andato distrutto o danneggiato a causa dal terremoto. Si tratta di un’operazione che potrebbe favorire gemellaggi culturali tra paesi diversi in nome della cultura e come tali rappresentare un investimento anche promozionale per il futuro (es. il Castello Spagnolo dell’Aquila restaurato con il contributo del Governo Spagnolo).

L’immagine che ne deriva associa all’idea di Abruzzo quella di una terra martoriata, sofferente, distrutta – del tutto opposta alle ordinarie aspettative dei turisti (attuali o potenziali), che poi si determina sia per effetto di stimoli esterni, non direttamente controllabili dagli operatori (passaparola - fattori culturali e sociali ecc.), sia di stimoli interni non controllabili (necessità - fattori a livello individuale, ecc.), nonché da azioni esterne controllabili (pubblicità e altri strumenti di comunicazione).‏
Se per questi ultimi potranno essere avviate operazioni di contrasto nel medio periodo, ma solo dopo il rientro degli “sfollati” nelle abitazioni, con accurate e costose azioni di marketing, gli impulsi non controllabili avranno bisogno di un lungo periodo per riguadagnare gli aspetti positivi dell’immagine turistica che l’Abruzzo deteneva prima del terremoto.

8.2. Il brand Abruzzo

Il terremoto ha colto un Abruzzo in forte ascesa d’immagine, conseguenza di anni di investimenti e strategie promozionali.
Fino a qualche anno fa soltanto si poteva tranquillamente affermare che la regione era del tutto sconosciuta fuori dei confini nazionali.
Il dato di partenza è confermato da una indagine sulla presenza delle regioni del Mezzogiorno sulla stampa europea - commissionata dalle Ferrovie dello Stato a Isnart e S.L.&A. Lo studio – pubblicato il 1996 - prendeva in esame l’intera annata 1995 – e poneva l’Abruzzo mestamente in coda alla graduatoria, con nessun articolo rilevato, unitamente a Molise e Basilicata.
Una collocazione profondamente negativa, considerato lo strettissimo rapporto tra comunicazione e turismo, essendo assai improbabile – se non impossibile – che una destinazione possa definirsi turistica se non ha visibilità, immagine, se non è in definitiva comunicata e se non è percepita come tale.
Da quel lontano 1995 molto era cambiato e l’Abruzzo era finalmente comunicato.
Il problema comunicazione della regione era stato finalmente posto in termini prioritari dagli strumenti di programmazione turistica regionale.
A Milano, nel corso della edizione della BIT 2007 erano stati presentati i risultati di una indagine sull’immagine dell’Italia sui media esteri, promossa dagli organizzatori dell’importante manifestazione turistica e realizzata da Klaus Davi & Natham il Saggio.
Dall’indagine era emerso che l’Abruzzo era stata la regione italiana con il più alto indice qualitativo di apprezzamento della stampa straniera.
Un risultato impensabile solo qualche anno fa, che purtroppo oggi si è frantumato in conseguenza dell’evento sismico, mentre non è da escludere come un riflesso della maggiore conoscenza internazionale della regione - rispetto ad un pur recente passato - abbia determinato una ulteriore crescita dell’esposizione mediatica sulle cronache del terremoto, accentuando il danno di immagine arrecato alla regione.

Il brand equity è stato fortemente intaccato sia per gli aspetti quali-quantitativi della conoscenza di marca, cioè la notorietà (brand awareness) che per l’immagine (brand image).

Per fornire una stima seppur approssimativa dell’incidenza del sisma sul brand awareness dell’Abruzzo si utilizza uno strumento semplice e gratuito come “Google Insights for Search”, non disponendo attualmente di risorse dedicate. Il sistema, anche se non rappresenta assolutamente gli effettivi volumi di ricerca è utile per esaminare l’andamento del brand maketing. Google Insights for Search, attraverso la visualizzazione della popolarità dei termini ricercati sull’omonimo motore di ricerca, fornisce informazioni sulla popolarità acquisita nel tempo, per area geografica (o più aree geografiche) e sui principali termini di ricerca correlati.
Inserendo il termine Abruzzo per il periodo 1° gennaio 2008 – 10 maggio 2009, area geografica: mondo, e categoria: “travel” si ottiene il sotto riportato grafico.


Si nota come, dopo un picco di notorietà, probabilmente dovuto alla ricerca di alloggi da parte degli sfollati e alla curiosità dei navigatori rispetto all’evento, la popolarità presenti un gap rispetto allo stesso periodo del 2008, proprio quando vengono confermate per la costa abruzzese le 13 bandiere blu del Fee (Foundation for Environmental Education).

Confrontando i dati con alcuni concorrenti, si osserva altresì che in questo periodo mentre gli altri crescono solo l’Abruzzo decresce.


La dilatazione della percezione di inagibilità turistica estesa impropriamente all’intera regione non risulta peraltro facilmente arginabile nel breve periodo (lo stesso D.L. n. 39 del 28.4.2009, in G.U. n. 97 del 28.4.2009, reca nel titolo “Interventi urgenti a favore delle popolazioni degli eventi sismici nella regione Abruzzo”). Nella primissima fase di comunicazione dell’evento la stampa estera aveva parlato di terremoto nell’intero centro Italia (eloquenti sono le mappe e i grafici pubblicati da Financial Times, Le Monde, ecc.), mentre nei giorni successivi il flusso di informazione si è stabilizzato sul concetto di Abruzzo, ossia su un’immagine del tutto sproporzionata e slegata dalla realtà. Da rilevare che la realtà provinciale interessata – la provincia dell’Aquila – risulta percepita solo nel ristretto ambito della comunicazione locale.
Sul punto non si può non concordare con quanti sostengono che “nell’epoca della post-modernità tra virtuale e reale esiste ormai una continua promiscuità e fungibilità[22]”.

Flussi di comunicazione su realtà virtuali come quelle richiamate – a fronte di un’area interessata dal sisma valutabile nel 6.2% ca. della popolazione regionale – sono destinati a creare ingenti danni reali all’intera regione[23].
8.3. L’ABRUZZOSHIRE un ulteriore profilo del brand Abruzzo

Il periodico inglese COUNTRY LIFE in data 23 febbraio 2009 ha pubblicato i risultati di un’indagine tra gli agenti immobiliari stranieri che promuovono sui mercati internazionali l’Italia[24]. Nella top ten delle regioni italiane – l’Abruzzo si colloca al secondo posto – seguendo di poco la Toscana e precedendo Marche e Umbria[25]. Una performance eccezionale che ha portato i commentatori inglesi a sostenere “come l’Abruzzo sia la nuova destinazione preferita dagli investitori stranieri”, un fenomeno che sempre più frequentemente viene etichettato come “Abruzzoshire”.


L’Abruzzo per molti inglesi, olandesi, scandinavi, tedeschi, ecc. era divenuta molto più di una semplice destinazione turistica, bensì una terra ideale per vivere lunghi periodi dell’anno, dove impegnarsi nel restaurare una vecchia casa in pietra tra le colline, dedicarsi ad hobby, ecc.
I risultati dell’indagine sono stati ripresi anche in Italia (cfr. Stefania Vicini, “Il fenomeno Abruzzoshire: la regione piace agli investitori stranieri e segue la Toscana nella top ten delle preferenze”, in GuidaViaggi n. 1229 del 30 marzo 2009, ossia a soli sette giorni dal sisma).

Il mercato si è arrestato improvvisamente con il terremoto.

Un mercato che ha raggiunto, nel 2007, n. 19.398,2 compravendite di unità immobiliari residenziali normalizzate[26] con una crescita del 2,5% del valore IMI (indicatore dell’intensità del mercato immobiliare dato dal rapporto tra il numero delle compravendite e lo stock)[27].

In attesa di ulteriori approfondimenti, l’uscita dal mercato dell’Abruzzo è stata confermata dalla sig.ra Nikki Rippon (1.5.2009), amministratrice dell’Agenzia “House Around Italy”, con uffici presso l’aeroporto d’Abruzzo. La stessa operatrice – particolarmente introdotta in Gran Bretagna – ha dichiarato di fronteggiare la situazione indirizzando gli investitori italiani sugli Stati Uniti.
Il terremoto azzera un percorso di lavoro avviato nel dicembre 2002 dalla Regione Abruzzo, che aveva adottato una specifica strategia – mediante il programma “Invest-Abruzzo” – per il recupero del patrimonio edilizio e dell’architettura rurale in stato di abbandono nelle aree interne, mediante attrazione di investitori dall’estero. Il programma era stato ritenuto – da uno studio dell’Università di Calabria – la strategia di branding territoriale più efficace tra quelle mai realizzate in Italia.
Unico segnale in controtendenza, lo svolgimento della Convention di Remax Italia, tenutasi a Silvi Marina dal 14 al 16 maggio 2009, che ha visto la partecipazione di circa 500 agenti aderenti al primo network immobiliare del mondo, provenienti da vari paesi europei e dagli USA (l’evento era stato comunque programmato prima del terremoto).

In conclusione, i danni al brand Abruzzo sono rilevantissimi e incalcolabili.
Si ritiene che in questa sede il danno debba essere almeno considerato pari agli investimenti finalizzati alla promozione della regione negli ultimi cinque anni che si possono valutare in circa 30 milioni di euro.

Le “perdite” del brand turistico dell’Abruzzo dovute al sisma, possono anche essere, valutate più pesantemente:
- sotto il profilo turistico “puro” (persone che trascorrono un soggiorno in regione), come la diminuzione delle presenze per l’anno 2009 (e probabilmente parte del 2010);
- sotto il profilo di attrazione di investimenti in seconde case, come:
a. la diminuzione degli acquisti di seconde case di vacanza in regione, su un arco almeno superiore al quinquennio;
b. la diminuzione di valore associato alle seconde case.
E’ molto probabile che la diminuzione di valore associato ad al profilo turistico sia molto inferiore rispetto a quella associata agli investimenti immobiliari.

Quest’ultima perdita potrebbe anche essere valutata moltiplicando il valore complessivo effettivo – medio annuale – delle seconde case transatte negli ultimi 3 anni per un numero congruo di anni (almeno 5). La funzione può essere “assestata” ipotizzando, a partire dal terzo anno, una progressiva ripresa del mercato.

All’uopo si rinvia ai Rapporti Immobiliari dell’Agenzia del Territorio e per fornire una idea della dimensione si riporta un estratto di quello del 2008.
RAPPORTO IMMOBILIARE 2008 dell’Agenzia del Territorio – Estratto scheda Abruzzo

Il settore residenziale si presenta … in leggera flessione per l’Abruzzo (-2,2% nell’ultimo anno), con gli indici dei valori in deciso rialzo nei capoluoghi di Chieti (+10,7%) e Pescara (+6,5%).
Sostanzialmente stabile il numero di compravendite effettuate in Abruzzo nel 2007 per il settore terziario e quello commerciale, anche se è interessante osservare come al forte calo dei mercati dei capoluoghi corrisponda un deciso aumento di scambi nei comuni minori. In decisa e netta crescita il settore produttivo.





9. L’incidenza indiretta sul turismo abruzzese.

Il 6 e il 12 maggio si sono tenuti due focus group con i rappresentanti delle Associazioni di categoria del turismo abruzzese (Assoturismo, FAITA, Federalberghi, Federturismo e FIAVET), per iniziare una prima quantificazione dei danni diretti e di quelli indiretti sull’economia turistica abruzzese.
L’analisi proposta è stata condivisa ed in particolare, è scaturito che il primo impatto dell’evento si è registrato nel periodo pasquale e nel ponte del 1° maggio con “zero” arrivi su tutte le destinazioni abruzzesi.

Assoturismo ha segnalato che tutte le strutture ricettive hanno subito una cancellazione delle prenotazioni con punte del 100%, mentre la SAGA SpA[28] ha rilevato un calo dei passeggeri sull’aeroporto d’Abruzzo del 30% nel mese di aprile e del 32% in quello di maggio.
La Federalberghi ha proposto la seguente quantificazione del danno, condivisa anche dalle altre Associazioni:
- Pasqua 2009, circa 150.000 presenze in meno nelle strutture ricettive;
- 25 aprile 2009, circa 70.000 presenze in meno;
- 1° maggio 2009, circa 120.000 presenze.

Le circa 340.000 presenze in meno dovrebbero generare un danno intorno ai 30 milioni di euro (€ 93,00/pax) non considerando il sommerso, l’escursionismo e l’indotto.

Un esempio delle ripercussioni sull’escursionismo e l’indotto sono la mancata realizzazione di molte tradizionali rappresentazioni religiose legate alla Settimana Santa ed in particolare, il mancato svolgimento della Festa S.Domenico di Cocullo con il rito dei Serpari, classificata dalla Lonely Planet, la più famosa guida turistica internazionale, tra le prime dieci manifestazioni nazionali e che normalmente registra tra le 25.0000 e le 30.000 presenze.

Circa la stagione turistica estiva alle porte, occorre tenere presente che, al 5 maggio 2009, sono n. 32.318 gli sfollati alloggiati presso alberghi e appartamenti della costa abruzzese e ad Ascoli Piceno[29] che probabilmente resteranno per diversi mesi. In particolare, nelle strutture ricettive della provincia teramana sono alloggiati 15.547 persone, in quelle della provincia pescarese 4.217 ed in quella chietina 2.960.

Se si rapporta il numero degli sfollati rispetto ai posti letto disponibili lungo la costa abruzzese, si nota subito che la stagione estiva è fortemente compromessa. Se poi si considera che i terremotati hanno scelto prevalentemente le strutture alberghiere si arriva a circa il 78% di occupazione degli alberghi ubicati sulla costa di cui oltre il 90% su quella teramana, oltre il 60% su quella pescarese e oltre il 50% su quella chietina.


Lo scorso anno (2008) il movimento turistico ha fatto registrare dalle strutture ricettive ubicate lungo la costa abruzzese oltre 4,6 milioni di pernottamenti che espressi in termini finanziari vale un fatturato di oltre 434 milioni di euro.


Fisicamente la capacità ricettiva complessiva si riduce del 33,4%, ma è difficile credere che possano convivere “clientele” estremamente diverse, con bisogni diametralmente opposti sulle stesse strutture ricettive, comunque, volendo quantificare “asetticamente” l’incidenza del fenomeno si applica la percentuale alle presenze registrate nel 2008:

4.672.298 x 33,4% x € 93,00 = € 145.130.920=

L’analisi prospettata (maggio-settembre), pur non tenendo conto che è impossibile proporre “aspettative di tristezza” ai turisti, si avvicina alle stime proposte da Federalberghi che quantifica il danno in circa il 30/40% delle presenze totali registrate nel 2008 nelle strutture ricettive ufficiali e alle rilevazioni di Assoturismo che per i gruppi, quantifica una percentuale di cancellazioni dell’80/90%. Di conseguenza, si assume la suddetta stima per l’intero anno 2009 che valuta una perdita di fatturato di circa 300 milioni di euro.

Circa il movimento turistico non rilevato (seconde case), gli sfollati registrati dalla Protezione Civile[30] occupano 2.150 appartamenti sulla costa abruzzese su un totale di 123.809[31] (l’1,7% del totale), ma i cittadini censiti e assistiti dalla Protezione Civile (alberghi, case e tendopoli) ammonta a solo 64.778 individui su una popolazione residente nei 49 Comuni considerati di 133.206[32]. Mancano all’appello circa 60.000 persone che probabilmente sono sfollate nelle case dei parenti e degli amici occupando circa 15.200 unità immobiliari.
Potenzialmente, quindi, la capacità ricettiva delle seconde case sulla costa dovrebbe essere ridotta del 14%, percentuale che potrebbe assumersi prudentemente per l’intero comparto.

Per valutare solo una parte dell’indotto il Servizio Demanio Marittimo ha stimato poi, il danno derivante dal minor flusso turistico sui n. 750 stabilimenti balneari e ombreggi della costa abruzzese in 31.185.494 euro derivante dal calcolo della tariffa media ombrellone/giorno più sedia sdraio e lettino per il 1° settore in bassa e media stagione rapportato alla settimana che risulta:
- Tariffa media bassa stagione EURO 94,32;
- Tariffa media alta stagione EURO 155,14.
Si è poi ipotizzato che le presenze si distribuiscano per 1/4 durante la bassa stagione e per 3/4 durante l’alta stagione, di cui:

Presenze settimanali in meno: 1.560.000/7 = 222.857/3 media di tre persone per ombrellone = 74.286

(74.286/4 x 94,32) + (74.286/4 x 3 x 155,14) = € 10.395.211,41

Per quanto riguarda l’escursionismo le percentuali dovrebbero salire poiché esso è generato sia dai turisti domestici sia da quelli inbound con un movimento costa verso interno e viceversa che dovrebbe bloccarsi completamente, e dai residenti e turisti delle regioni limitrofe anch’esse parzialmente interessate dal fenomeno dello sfollamento (Marche, Molise, Lazio, ecc.).
Circa le escursioni guidate NaTourArte, l’Associazione Guide Turistiche d’Abruzzo, ha comunicato che attualmente la percentuale delle conferme è intorno all’8% (a fronte di n. 188 escursioni prenotate solo n. 16 sono state confermate) e la previsione per il 2009 è di “un anno senza lavoro”.

Riepilogando l’incidenza indiretta sul turismo abruzzese non dovrebbe essere inferiore agli 864 milioni di euro.



10. Verso la normalità

Anche se il “danno” è ingente, non bisogna abbattersi e rimuginare sulla fatalità o, per gli imprenditori della costa, rileggere la sincera spinta solidale, del primo momento, che oggi assedia la stagione turistica estiva.

Il terremoto è un evento naturale e non un man made disaster e come tale è destinato ad essere un fattore transitorio. Diverse sono le azioni da intraprendere quando, terminato lo sciame sismico e sistemati gli sfollati negli appartamenti, la regione tornerà ad essere pienamente fruibile dai turisti.

Uno dei problemi più discussi è se lo Stato debba intervenire in caso di shock negativo subito dalla domanda turistica. Alcuni studi[33] sono stati effettuati dopo l’attacco terroristico dell’11 settembre 2001 a New York e, in estrema sintesi, hanno rilevato che sussidi mirati e riduzioni delle tasse[34] rappresentano il modo migliore per gestire passaggi delicati e difficili dell’industria turistica.

Interventi che dovrebbero essere da subito studiati, elaborati in un programma di breve ed in uno di medio termine, ma sopratutto condiviso tra tutti gli attori del sistema turistico regionale prediligendo l’approccio bottom up.

Questo lavoro vuole essere un modesto contributo per favorire le prime strategie di contrasto che dovrebbero procedere su due direttrici; le prime indirizzate sul brand e sui prodotti turistici della regione e le seconde riguardare l’area più circoscritta del cosiddetto “cratere” che necessita sicuramente di una tempistica differente legata alla ricostruzione.

Inoltre, l’evento drammatico, nella sua violenza sugli uomini e sulle cose, è stato in grado di generare impulsi positivi nelle popolazioni non toccate dal sisma, dai primi soccorritori agli slanci di solidarietà sia nella raccolta fondi, sia nella messa a disposizione di servizi che non sono mancati neanche dall’industria dei viaggi e delle vacanze e da quella dell’informazione.

Ebbene, con una visione lucida e pragmatica occorre anche mettere a frutto le tante opportunità offerte: dagli eventi proposti dal Governo, alle iniziative internazionali e nazionali, dagli spazi pubblicitari sui media a quelle di inserimento gratuito dell’offerta ricettiva delle Web Agency, ecc.


[1] 08/05/2009 - Notiziario on-line del Master in Giornalismo dell'Università degli Studi di Teramo – dall’articolo di Lorenzo Dolce (http://www.facoltadinotizia.it/node/2076).
[2] 05 06 2009 – Sanbenedetto Oggi - dall’articolo di Cinzia Rosati “Campeggi: l’accoglienza agli sfollati mette a rischio la stagione” – (http://www.sambenedettoggi.it/2009/06/05/74322/campeggi-l%E2%80%99accoglienza-agli-sfollati-mette-a-rischio-la-stagione/).
[3] 04 06 2009 - Sanbenedetto Oggi - dall’articolo “Agli albergatori un aumento sulle tariffe degli sfollati” (http://www.sambenedettoggi.it/2009/06/04/74288/agli-albergatori-un-aumento-sulle-tariffe-degli-sfollati/).
[4] Secondo un’agenzia stampa da Lussembutgo, è giunta a Bruxelles una richiesta di accesso al fondo di solidarietà istituito dalla UE di 490 milioni di euro, rispetto ad un danno provocato dal terremoto del 6 aprile 2009 stimato in complessivi 10 miliardi ca di danni (Agenzia APCOM, Lussemburgo, 8.6.2009)
[5] Sistema Statistico Nazionale.
[6] Cfr. A.V. XV Rapporto sul turismo italiano, Ed. Mercury Srl – Firenze, pag. 37.
[7] L’Abruzzo statisticamente rientra ancora tra le regioni del Mezzogiorno.
[8] Cfr. A.V., XIV Rapporto sul turismo italiano, Ed. Mercury Srl – Firenze, pag. 83.
[9] l'IPCA è sviluppato dall’ISTAT per assicurare una misura dell'inflazione comparabile a livello europeo. Infatti viene assunto come indicatore per verificare la convergenza delle economie dei paesi membri dell'Unione Europea, ai fini dell'accesso e della permanenza nell'Unione monetaria.
[10] Effettuate in base al Censimento delle abitazioni - ISTAT - 2001
[11] Dati ISTAT
[12] Alla data del 31.12.2008.
[13] Comunicato stampa del 12.05.2009.
[14] Stima della Fiavet Abruzzo e Molise.
[15] Cfr. Marco Bona Castelletti - “Abruzzo terrasanta” in Il Sole 24Ore del 12.04.09.
[16] NaTourArte - Associazione guide Turistiche d'Abruzzo - Sulmona.
[17] Così si esprime il Presidente di Confindustria – Federturismo Abruzzo.
[18] E’ appunto il caso di alcune dichiarazioni sul pericolo di infiltrazioni della mafia in occasione dei prossimi appalti post-terremoto che sono si sono in parte trasformate sui media in situazioni di fatto già esistenti, in particolare sulla stampa straniera, alimentando e rafforzando profili negativi e stereotipi dell’immagine dell’Italia.
[19] Cfr. AA. VV. Cap. 3.2 La promozione pubblica, Il turismo in Abruzzo, CRESA, 2004.
[20] Franco Ferrarotti, “Partire, Tornare”, Ed. Donzelli, Roma, p. 11.
[21] Tra queste manifestazioni, si segnala il concerto di beneficenza di Andrea Boccelli dal Colosseo, trasmesso in diretta da RAI1, il 25 maggio, in prima serata.
[22] cfr. G. Fabris, “Il nuovo consumatore: verso il post-moderno”, ed. Franco angeli, Milano, 2003, p.34.
[23] E’ emblematica una testimonianza conseguente al terremoto di Assisi: “E dopo il sisma, arriva la crisi del turismo”, in La Repubblica 1.10.1997 (l’articolo è stato ricompreso nello speciale terremoto – Atlante di La Repubblica, 24 aprile 2009, p. 112)– “Hanno fatto più danni i mass media che il terremoto. Per il restauro della basilica ci vorranno una trentina di miliardi; noi soltanto in ottobre ne perderemo una decina”, parola di uno dei maggiori tour operator, Ezio Mancini, che attribuisce la fuga dei turisti dai seimila posti letto di Assisi dalla enfatizzazione degli effetti del terremoto da parte di giornali e di televisioni.
[24] “Most popular Italian regions for foreign property buyers” in www.countrylife.com.uk.
[25] La Top Ten regions by ad volume: 1. Tuscany 19.8%; 2. Abruzzo 19.1%; 3. Marche 9.9%; 4. Umbria 9.4%; 5. Puglia 7.5%; 6. Piedmont 6.3%; 7. Lombardy 5.5%; 8. Calabria 4.4%; 9. Liguria 3.0%; 10. Sicily 2.9%.
[26] Cfr. Allegato: estratto del Rapporto immobiliare- 2008.
[27] Cfr. http://www.agenziaterritorio.it/sites/territorio/files/servizi/Osservatorio%20immobiliare/ri2008_completo.pdf
[28] Società che gestisce lo scalo aeroportuale di Pescara.
[29] Fonte: Protezione Civile Nazionale.
[30] Alla data del 5.05.2009.
[31] Fonte: Censimento ISTAT del 2001.
[32] Fonte: ISTAT - Popolazione residente al 1 Gennaio 2008.
[33] A. Blake, M.T. Sinclair, Tourism crisis management: US response to september 11, n. 12/2003, Annal of Tuorism Research, pag. 813 e seguenti.
[34] Attualmente sono state avanzate da Amministratori locali e categorie imprenditoriali richieste finalizzate a realizzare una “zona franca” per l’area del “cratere”.

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